Archivio per la categoria ‘Cina’

Peter Brun – Capitalismo e Socialismo: quale futuro?

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07 Agosto 2008

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Nel complesso, sta emergendo un “Nuovo Ordine Mondiale”, ma ben diverso da quello immaginato dai profeti anglo-americani del mercato-mondo: è in atto uno storico dislocamento di potenza, di influenza politica, di prestigio e di ricchezza reale dall’Occidente ex avanzato al quello che era ex Terzo Mondo, o secondo mondo. In linea di massima, il potere sta sfuggendo dai Paesi in deficit di energia verso quelli che hanno energia (petrolio, gas, uranio) da vendere (Michael T. Klare, “The rise of the new energy world order”, Asia Times, 17 aprile 2008). La Cina, bisognosa di materie prime energetiche, sta però solo in teoria nel primo gruppo declinante: perché usa la sua nuova influenza politica per accordi strategici di Stato, ben lontani dal liberismo alla Adam Smith, per assicurarsi il futuro. Così la Sinopec cinese ha un accordo storico con la Aramco saudita (che un tempo apparteneva alla Exxon e Chevron) per nuove esplorazioni in Arabia; la China National Petroleum collaborerà con Gazprom, il colosso sotto controllo di Stato, per costruire oleo e gasdotti che porteranno il gas russo ai cinesi. La indiana Oil and Natural Gas Corporation (impresa pubblica) sta aiutando il Venezuela a sviluppare i suoi giacimenti di greggio pesante un tempo controllati da Chevron. Il trasferimento di ricchezza ai fornitori di greggio, gas e metalli è enorme: 970 miliardi di dollari nel 2006 e sicuramente molto più nel 2008, visti i rincari. Parte rilevante di questa ricchezza viene depositata in fondi sovrani di Stato, che stanno acquistando tutto ciò che vale qualcosa in USA, con dollari svalutati. Di imprevedibile rilevanza per il futuro è la concentrazione straordinaria del potere energetico: soli 10 Stati possiedono l’82,2% delle riserve mondiali accertate e solo tre – Russia, Iran e Katar – controllano il 55,8% dell’offerta globale. Un accordo fra Russia e Iran per la divisione pacifica ma «politica» dei mercati, senza concorrenza fra loro (che Teheran ha già proposto) eserciterà una storica tenaglia sui Paesi dell’OCSE, sviluppati, (ex) industrializzati, abituati ad un alto tenore di vita, oggi – specialmente gli USA – a credito. Inneggia a questo imprevisto nuovo ordine globale un libro che sta facendo furore in Asia: The new Asia hemisphere – The irresistible shift of global power do the East, di Kishore Mahbubani. Un diplomatico di Singapore, sostiene che i grandi Paesi asiatici, cresciuti al nuovo benessere grazie ai “valori occidentali”, libero mercato, proprietà privata e tecnologie comprese, stanno tagliando il cordone ombelicale che li subordinava alla cultura occidentale (Sreeram Chaulia, “Asia pushes, West resists”, Asia Times, 19 aprile 2008).

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